Alle origini dell’architettura lignea: LE PAGODE

La più antica ha 1.300 anni. Le pagode, templi buddisti,  sono la testimonianza vivente di come il legno (materiale organico e per sua natura deteriorabile), se opportunamente lavorato e trattato, nonostante intemperie, tempeste, terremoti, può durare, indenne, millenni.

pagoda vista montagna

La Storia del legno coincide con la storia dell’umanità. E’ stato il primo materiale che l’uomo ha utilizzato e manipolato per i suoi scopi, arrivando a costruirci rifugi e dimore. Il tutto, intrecciando pochi tronchi di legno sovrastati da pelli di animale o foglie come copertura. Esempi che sono andati irrimediabilmente perduti. Ciò che invece resta, come esempio più lontano nel tempo, e illeso tutt’oggi, è la pagoda.

Il più antico edificio in legno arrivato intatto ai giorni nostri

L’edificio in legno più antico esistente ha circa 1300 anni. E’ sito in Giappone, ed è arrivato ai giorni nostri completamente intatto, nonostante i numerosi cataclismi naturali che si sono abbattuti sulla sua testa come terremoti distruttivi, tifoni, tempeste. Stiamo parlando della Pagoda di Horyu-ji nella prefettura di Nara, risalente al VII sec. d.C.

Pagoda di Horyu-ji e la sua antenata: la stupa indiana.
Pagoda di Horyu-ji e la sua antenata: la stupa indiana.

Ma vediamo insieme la storia di questi particolari templi. E come sia legata indissolubilmente alla storia della religione Buddista.

Le origini: India, China, Korea, Giappone

La pagoda giapponese, come tutte le altre pagode dell’Asia, ebbe origine dall’evoluzione della stupa indiana, un monumento commemorativo e funerario di matrice buddista.

La parola giapponese “tou”, che significa “torre”, è derivata da “stupa” nell’antica lingua indiana, il sanscrito. Il buddismo è stato parte della cultura giapponese fin dal VI secolo ed è stato trasmesso in Giappone dall’India attraverso la Cina e la penisola coreana.

diffusione del buddismo in Asia

Nel millennio occorso al Buddismo per arrivare dall’India al Giappone, l’architettura dei templi religiosi è mutata profondamente. A questo cambiamento contribuirono le differenze climatiche e la grande disponibilità di legname di Cina e Giappone. Da struttura a cupola a edificio multipiano con tetti aggettanti come soluzione tecnica alle forti piogge locali .  Di seguito uno schema esemplificativo di tale evoluzione.

evoluzione dell'architettura buddista

1. India

Stupas erano strutture emisferiche costruite come siti di sepoltura per le ceneri di Buddha.

Erano monumenti religiosi che conservavano reliquie e oggetti sacri. In origine era costituito da un semplice tumulo di terra o sabbia. Poi è evoluto, diventando anche luogo di preghiera, necessitando di una struttura più elaborata.

Il più antico edificio esistente in India è la Stupa di Sanchi, risalente al III sec a.C. La cupola emisferica è fatta in mattoni.

stupa indiana: elementi costitutivi
Stupa indiana: elementi costitutivi

2. Cina

Il Buddhismo ha impiegato circa 400 anni per essere trasmesso in Cina (I sec. d.C.) dall’India. La stupa è stata integrata nell’architettura tradizionale: la cupola lascia il posto ad un edificio multipiano in legno con tetti aggettanti. Strutture alte e simmetriche, con un numero di piani variabile da un minimo di 3 ad un massimo di 9, sempre dispari. Usavano dipingere il legno per proteggerlo dalle intemperie con diversi colori, ognuno con un significato specifico: il giallo, simbolo di nobiltà era usato per le strutture regali; il rosso ed il verde erano considerati colori della vita.

La più antica pagoda esistente cinese è il tempio di Songyuesi (523 d.C.) che, però, ha una struttura in mattoni.

La più antica struttura cinese esistente fatta interamente in legno (larice) senza chiodi, è la Pagoda di Sakyamuni (altro nome del  Buddha) a Yingxian. Costruita nel 1056, e quasi 1000 anni di vita, è alta ben 67,31 m, divisa in 5 piani e 6 gronde. Di pianta ottagonale, ha il diametro di 30,27 metri e l’intera pagoda pesa circa 7400 tonnellate. E’ la più alta struttura in legno esistente al mondo.

Per la sua costruzione sono stati impiegati 2.200 metri cubi di legno e più di 15.400 pezzi di elementi costruttivi.

È composta da tre parti: base, corpo principale e Tasha (sommità).

Pagoda di Sakyamuni: sezione e vista frontale
Pagoda di Sakyamuni: sezione e vista frontale

Capolavoro di ingegneria, la Pagoda di Sakyamuni, è il prodotto di una lavorazione di carpenteria molto sofisticata, fatta di incastri e giunzioni di elementi lignei in stretto equilibrio tra loro. Sono connessioni di tipo tenone-mortasa e Dougong.

Si possono contare 54 diversi tipi di Dou gong, complesso mensolare che ha il compito di trasferire il peso delle gronde sui pilastri.

Il giunto ha un ruolo multifunzionale che copre i requisiti di struttura e costruzione e costituisce una componente essenziale delle qualità estetiche dell’intera costruzione, caratteristica dominante dell’ordine cinese.

evoluzione dell'architettura buddista
Complesso mensolare “Dougong”
dougong assemblaggio
(a) mensole Dougong dalla Cina (La Pagoda Sakyamuni del Tempio Fogong, 1056 d.C.) e Giappone (tempio Sensoji, 628 d.C.); (b) assemblaggio tipico delle mensole Dougong; (c) schema della forma astratta di mensola come capitello di colonna sostituito da mensole autobloccanti per aumentare la rigidità e trasferire il carico del tetto in modo sequenziale alla colonna. (fonte: Tree inspired dendriforms and fractal like branching structures in architecture: A brief historical overview)

Le tecniche della carpenteria cinese si possono ritrovare esposte in modo dettagliato nel più antico manuale giunto intatto fino a noi: i “Precetti di Architettura” (Yingzao Fashi) pubblicati da Li Chieh nel XII secolo.

  • Yingzao Fashi: Trattato sui metodi architettonici o sugli standard di costruzione statale    Yingzao Fashi (YZFS), è il più antico trattato di architettura cinese. Scritto nel 1103, da Li Jie, offre un sistema di costruzione completo definito dallo stato per tutti i tipi di architettura e a tutte le scale: dai palazzi imperiali alle aste per tende e per tutti i soggetti dalla contabilità alla gestione delle costruzioni, all’uso responsabile del materiale e al design.

Promuovendo materiali semplici (legno, pietra, terra) e un numero limitato di componenti – 枓 (dou), 拱 (gong) e 昂 (ang) – le istruzioni potevano essere distribuite in tutto il mondo imperiale.

3. Corea

Con la fine della dinastia Han nel III secolo d.C. e la sua divisione in una molteplicità di stati più o meno grandi o meno effimeri, la cultura cinese cominciò a diffondersi in modo significativo oltre i confini del vecchio impero.

Il buddismo è stato importato nella penisola coreana nel IV secolo. Da allora prosperò come religione nazionale per oltre 1.000 anni.

L’unica struttura in legno rimasta nel Paese è la Pagoda del tempio di Beopjusa, costruita nel 553 e ricostruita nel 1624 d.C.. Sarà il modello della successiva versione classica giapponese: edificio a 5 piani, di pianta quadrata, tetto curvo e complesso sistema di mensole e travature.

Pagoda di Beopjusa, Korea
Pagoda di Beopjusa

4. GIAPPONE

L’architettura giapponese è stata direttamente influenzata da quella cinese. Ne ha preso la struttura e la forma dei tetti, accentuandone di più la curvatura. E il complesso sistema di giunzioni alla base del tetto, il sistema mensolare, che è un evoluzione del Dougong: il Kumimono, ora più semplice nella forma.

Dai templi coreani ne ha ripreso la forma in pianta quadrata (che si restringe via via che sale verso l’alto) e il numero dei piani che generalmente sono  cinque, assai più rare quelle a due o tre piani.

Tra i templi Giapponesi, la più importante (patrimonio Unesco dell’umanità) è la Pagoda Horyuji, originariamente costruita nel 607 a Nara (capitale dell’epoca) e ricostruita poco dopo (711) a causa di un incendio, è la più antica struttura in legno del mondo giunta a noi completamente intatta.

Costruita in cipresso (in giapponese: hinoki), ha 1.300 anni di vita, è alta più di 32 m, ha cinque piani e pesa circa 1.200 tonnellate.

Simile a quelle cinesi e coreane, la pagoda giapponese è costituita da quattro parti:

  • il pinnacolo (Sorin in giapponese e Tacha in cinese),
  • il corpo (parte principale)
  • la fondazione
  • e il palazzo simbolico (Shariana in Giapponese e Digong in cinese, fig.2).
Pagoda di Horyuji: vista e sezione
Pagoda di Horyuji: vista e sezione

Ogni piano può essere diviso in quattro parti:

  • il basamento (Hashiraban in giapponese e Pingzuo in cinese),
  • la colonna,
  • bracket set (Kumimono in Japanese and Dougong in Chinese)
  • e il tetto.

Ogni piano mostra una lieve differenza nel posizionamento delle sue travi, dando l’impressione di deformarsi, curvarsi. Non è il risultato di un errore di calcolo, bensì il risultato dell’aver sapientemente compensato la tendenza a deformarsi a destra o a sinistra e la tendenza a curvarsi o inclinarsi.

Le pagode cinesi sono progettate per la visione nell’ambiente, mentre quelle giapponesi sono progettate come oggetti da osservare in proprio, isolati.

  • KUMIMONO (Bracket set)

Complesso sistema di giunzioni mensolari che fungono da raccordo tra il tetto e la colonna, trasferendone il peso. Evoluzione della controparte cinese Dougong, ne rappresenta una versione più essenziale e semplice in termini di intaglio e decorazione.

kumimono bracket set
Complesso mensolare giapponese: il kumimono (fonte: http://architecture.thetowerofdreams.com)

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Perché le Pagode sono così resistenti?

“Le antiche architetture giapponesi dissipano e disperdono le forze di terremoti, tifoni ed altri cataclismi attraverso la sua costruzione flessibile. I lavori di carpenteria sono morbidi e duttili, funzionano come le giunture del corpo umano. Per muoversi come una cosa vivente, la struttura deve essere solida. “ (*Nishioka, The building of Horyu-ji)

Il primo segreto si trova nel materiale utilizzato:  ogni parte strutturale della pagoda è in legno.  Quando il legno è sottoposto a una forza può piegarsi e deformarsi, ma non si rompe facilmente. E quando la forza viene rimossa, il legno torna alla sua forma precedente. Perché è flessibile, può assorbire sollecitazioni sismiche.

Il secondo segreto è strutturale. Le parti sono legate assieme con giunture e intagli tra i membri. Quindi, se il terreno inizia a scuotere, le superfici di legno in queste articolazioni si contorcono e si sfregano l’una contro l’altra. Questo aiuta a dissipare l’energia sismica da percorrere per l’intera lunghezza, dalla base fino alla cima. Ci sono circa un migliaio di giunti di mortasa in una pagoda di cinque piani, rendendo l’intera struttura altamente dissipativa.

*Nishioka, maestro carpentiere che ha lavorato e diretto i lavori di restaurazione della Pagoda Horyu-ji nel anni 40-50 del ‘900.

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BIBLIOGRAFIA

SITOGRAFIA

ilcarpentiere

Architetto per caso, creativo per vocazione. Sogna una dimora autocostruita, ecologica, a basso impatto ambientale, fatta di materiali naturali. Prodotta dalla natura, per tutti. Ama la montagna e il trekking. Pioniere del muoversi in bicicletta nel traffico romano, considerato pazzo, o eroe.
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