Shou sugi ban: dal Giappone, la tecnica che brucia il legno per proteggerlo

Un’antica tecnica giapponese che brucia il legno per proteggerlo

Shou sugi ban

Shou sugi ban (焼杉) o Yakisugi, tradotto letteralmente in “assi di cedro bruciate”, è un’antica tecnica della carpenteria giapponese che prevede la bruciatura del legno, per mezzo di una fiamma. Ecologica, naturale, facile da attuare, duratura nel tempo. Era usata in origine sulle assi di cedro, da qui il nome.

È l’alternativa ecologica ai tanti prodotti sintetici presenti oggi sul mercato: resine, plastiche, vernici, lacche, impregnanti, conservanti, oli. Inoltre, è duratura, anche oltre 100 anni, perché forte di un’esperienza secolare. E produce gli stessi effetti protettivi sul legno: aumenta la resistenza al fuoco, all’acqua e agli attacchi biologici.

Unico “inconveniente” che ne deriva è solo di natura estetica. Il legno, carbonizzato, assume una tonalità molto scura: annerisce. Il che può essere pregio o difetto a seconda degli usi e delle intenzioni progettuali. Con la consapevolezza che, il legno, se usato all’esterno e quindi esposto agli agenti atmosferici (pioggia, sole), col tempo muta di colore, ingrigendo. Ciò è dovuta all’azione del sole e dell’acqua che ne degradano la superficie.

Questa tecnica è perciò consigliata in quelle situazioni di esposizione considerata rischiosa per il legno: in ambienti esterni a contatto con acqua ed esposti ai raggi del sole. Per rivestimenti e non per elementi portanti in quanto, la bruciatura rende il legno meno flessibile.

Può essere usata su qualsiasi specie legnosa, dalle conifere alle latifoglie. Anche se i migliori risultati nella distribuzione uniforme della bruciatura sono stati notate sulle specie resinose (abete, larice, cipresso).

Le origini

I carpentieri in Giappone usavano questa tecnica già da tempi molto remoti. Via via si è andata affinando, arrivando a maturità intorno al 700. Nell’ultimo secolo, tuttavia, è andata persa rimpiazzata da prodotti moderni: plastiche, vernici, polimeri, tinture. Che di ecologico hanno ben poco.

Negli ultimi anni, la tecnica del Shou sugi ban è stata riscoperta e rivalutata. Portata in auge da importanti architetti, che ne hanno apprezzato le preziose proprietà protettive ed estetiche, con il pregio della sostenibilità ambientale.


Migliora le proprietà del legno

È un trattamento completamente sostenibile ed ecologico, nonché facile da eseguire ed economico: basta infatti bruciare il legno per mezzo di una fiamma. Poi spazzolarlo e se si vuole una mano d’olio naturale a completare il tutto.

legno bruciato carbonizzato

Rende il legno resistente al fuoco e agli agenti atmosferici (acqua, salsedine). Migliora le performance e le prestazioni, rispetto a:

  • Resistenza al fuoco

Bruciare il legno per renderlo ignifugo? Esattamente così. La fiamma assorbe l’umidità contenuta tra le fibre, chiude i pori e rende dura e compatta la superficie. Un naturale rivestimento che aumenta la capacità di resistere al fuoco.

  • Resistenza all’acqua

Il legno è un materiale poroso e permeabile. Ha perciò la capacità di rilasciare o assorbire umidità, fino a raggiungere un equilibrio con l’ambiente circostante. Se è a contatto prolungato con l’acqua e in presenza di ristagni, può essere terreno fertile per la crescita di funghi che a lungo andare portano alla marcescenza e alla morte del materiale.

Lo strato esterno scuro e bruciato gli dona carattere di impermeabilità. Ciò perché la fiamma fa evaporare l’umidità contenuta nel legno e ne chiude i pori, impedendo all’acqua di entrare.

  • Resistenza a funghi, insetti e termiti

Il legno è un materiale naturale e organico. È perciò soggetto a degrado biologico, funghi e attacchi da parte di insetti xilofagi. In modo particolare se l’umidità supera il 20%. Gli insetti vanno particolarmente ghiotti degli zuccheri presenti sottoforma di cellulosa (polisaccaride).

La combustione degli zuccheri preserva il legno dai funghi e lo rende inappetibile agli insetti.



Estetica dark (gotic)

La carbonizzazione annerisce il legno. Qualunque sia la specie e la tonalità di partenza, il risultato sarà un colore scuro, bruno/nero da intenso a vivo, in funzione del grado di bruciatura e del tipo di olio/resina applicata come finitura. Questo aspetto visivo di grande suggestione ha sedotto e affascinato negli ultimi anni tanti architetti e designer europei e del nord America che hanno utilizzato questa tecnica per oggetti di design, elementi d’arredo, rivestimenti esterni di edifici.

shou sugi ban

Finiture esterne e rivestimenti, pavimenti in parquet, elementi d’arredo. La tecnica del bruciare il legno e le sue valenze estetiche si sposa ad essere utilizzato in molteplici situazioni.

shou sugi ban

Come si realizza: le 4 fasi

La tavola va sottoposta alla fiamma  per pochi secondi, così da interessare solo la parte superficiale e penetrare pochi millimetri in profondità. Il legno, così trattato, attraverso questo processo termico definito “carbonizzazione” darà luogo a delle reazioni chimico-fisiche che svilupperanno una patina superficiale dura e di colore scuro. Quella “patina” o “crosta” di tonalità scura, avrà il ruolo di preservare il legno, e renderlo più resistente dall’attacco dei parassiti e dall’umidità.

Le fasi di un perfetto “Shou sugi Ban” – da me testate personalmente – sono 4:

  1. Bruciare

Con l’aiuto di un cannello a gas collegato ad una bombola, passare la fiamma in modo uniforme sull’oggetto. Pochi secondi bastano a creare una patina di qualche millimetro. Più tempo equivale a un maggior profondità di penetrazione del fuoco e quindi una crosta più spessa.

  1. Raffreddare

Dirigere un getto d’acqua sul legno per raffreddarne la superficie e bloccare la combustione.

  1. Pulire

Asciugare la superficie con un panno e spazzolare bene con una spazzola a setole metalliche, per rimuovere polvere e residui di bruciatura. Infine, con l’ausilio dell’acqua, pulire con cura la parte trattata .

  1. Oliare

Attendere alcune ore per permettere al legno di asciugare. Dopodiché, dare una passata di olio naturale, garantisce una maggior resistenza nel tempo e ne esalta le venature. I migliori – per affinità biologica, resa estetica, assorbimento – sono gli oli naturali di origine naturale, tra cui spicca l’olio di lino (cotto o crudo). L’olio di lino crudo, è più grezzo, penetra meglio nelle fibre del legno in profondità, ma asciuga molto lentamente – da qualche giorno ad una settimana. L’olio di lino cotto, subisce un trattamento termico che gli permette di essere assorbito dal legno nel giro di qualche ora, ma è meno efficace nell’insinuarsi tra le fibre del legno. A parità di costi, dipende dal tipo di lavoro. Se non si ha particolare fretta, l’olio di lino crudo è la soluzione ideale.

          

Terunobu Fujimori: l’esempio di un maestro Giapponese

Terunobu Fujimori, maestro architetto giapponese, è esperto nelle tecniche costruttive tradizionali nipponiche. Nella sua professione ha saputo fondere la tecnica del Shou Sugi Ban in modo innovativo.

Coal House, Terunobu Fujimori

Chi meglio di lui può essere da esempio per meglio comprendere questa tecnica? Al link qui sotto, troverete un articolo con le varie fasi illustrate dall’architetto in persona.

Terunobu Fujimori: Shou Sugi Ban

Il mio piccolo esperimento: “Burn”

Nell’esempio da me realizzato, ho utilizzato scarti di legno (pallet) per produrre posaceneri. Dopo aver scavato a mano con sgorbie “Stubai” – austriache, le migliori –  il cubotto e, raggiunta la forma desiderata, ho applicato la tecnica del Shou sugi Ban. Ho bruciato, raffreddato con acqua, spazzolato, lavato e infine, dopo aver atteso la completa asciugatura del materiale, ho applicato con il pennello una soluzione di olio di lino cotto (asciuga molto più rapidamente, a scapito della penetrazione in profondità del liquido).

SHOU SUGI BAN

E questo è il risultato. Che ne pensate? Io trovo che dà davvero un tono all’ambiente. Ne ho fatti molti e il bello è che nessuno è uguale all’altro, ma ognuno ha caratteristiche di tono, bruciatura, venature, e intagli, unici.

shou sugi ban

Ora sta a voi sperimentare. Buon divertimento!

ilcarpentiere

Architetto per caso, creativo per vocazione. Sogna una dimora autocostruita, ecologica, a basso impatto ambientale, fatta di materiali naturali. Prodotta dalla natura, per tutti. Ama la montagna e il trekking. Pioniere del muoversi in bicicletta nel traffico romano, considerato pazzo, o eroe.
ilcarpentiere

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